BARE WIRES

SEEKING LOVE
(Castle Face)

cover Bare WiresImmancabili cambi di formazione e saltelli di etichetta in etichetta; per la cronaca una migliore dell’altra, a partire dalla nostra Solid Sex Lovie Doll che diede alle stampe l’esordio su 45 giri nel 2007, per finire oggi con la Castle Face di John Dwyer degli Oh Sees: mica pizza e fichi. Ma al centro dei Bare Wires c’è sempre Matthew M. Melton, da Memphis come il compianto Jay Reatard – a cui ha scattato la foto splatter finita sulla copertina di quel capolavoro di Blood Visions – e a cui molti lo accomunano ritengo in modo del tutto lecito.
Che dire di questo secondo full length incentrato sulla ricerca dell’amore? Molto semplicemente che si tratta di una incredibile miscela di power-pop lo(ve)-fi, ubriaco di glam rock. La perversa dolcezza del baffuto songwriter ora di base a Oakland esplode letteralmente nella melodia contagiosa di I Love You Tonite, nella zampata garage di Dancing On A Dime, nella gincana filo Libertines di Young Love per finire tra le pieghe dei fazzoletti sudati di Elvis nell’epifania di The Last Thing On My Mind. Un disco straordinario. Non c’è da aggiungere altro.

E infatti aggiungo soltanto che questo disco recensito su RUMORE di ottobre è finito dritto al primo posto della mia playlist dell’anno.

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