3 gradi di stupore: Andrea Cavarocchi e Larottamistica

Il sentimento che più mi appassiona, nella vita come nella musica, è lo stupore. E per stupore intendo quello “stato dell’animo di colui che vedendo o sentendo cose meravigliose e grandi, resta muto, o come dicesi nel volgar toscano come uno sciocco”.
Be’, la faccio breve: il disco che mi ha stupito di più nell’anno appena trascorso è stato dato alle stampe da una bella “confraternita del Montepulciano” guidata da Andrea Cavarocchi. La prima cosa a stupirmi sono state le storie e la loro raffinata declinazione musicale. A seguire i 3 piccoli-grandi film di Ivan D’Antonio (visibili sotto) che le hanno fatte uscire dal mio stereo. Infine, che trattasi di un disco molto distante dai mie soliti ascolti.

Questa sera, sabato 12 gennaio, Andrea Cavarocchi e compagni suonano in un gran bel circoletto della mia/nostra città, Le Officine Indipendenti di Teramo. E io mi vado a stupire un altro po’.

ANDREA CAVAROCCHI
LAROTTAMISTICA 1-12
(Autoproduzione)
cover Andrea CavarocchiL’avvocato Paolo Conte e il capostazione Gianmaria Testa avevano quasi 40 anni quando si sono presentati al grande pubblico. L’architetto Andrea Cavarocchi è un emerito sconosciuto sui 50, eppure la cifra stilistica è la stessa: sorprendente. Dal jazztango Dueimpapiti al funkettone Marenero (Jovanotti in banana dura?); dalla marcia jazz Sambenedetto alle rarefatte atmosfere “Tenco meets Chet Baker and Jobim” di Nel B-Blues, fino alla malinconica jazz ballad Carducci Street. I testi strascicati in italiano, inglese, finanche dialetto abruzzese, si poggiano su ottime soluzioni metriche e sono gonfi di poesia e sapida ironia come tacchini il giorno del ringraziamento. Il mood e l’eclettismo dei musicisti in squadra, su tutti Arturo Valiante, fanno il resto. Premio Tenco, se ci sei batti un colpo. Ma forte, però, ché questi qui ci hanno un’età.

Recensione pubblicata su RUMORE #248 di dicembre 2012

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